Lettera d’amore ad un gatto che non c’è più

13 anni fa cercavo un gattino, andai in un canile.
I ragazzi mi fecero vedere alcuni micini, ma lo sguardo mi fece notare un codone entrare nelle gabbiette dei cani e spadroneggiare su di essi. Domandai indicandoti: “… e lui?”
Ascoltai la tua storia triste, notai la tua zampetta malandata. Ti descrissero come un gatto di 2/3 anni, un battagliero difficile da gestire . Ma le storie vanno ascoltate bene e scelsi te!
Non mi raccontavano bugie: la macchina ballava da come eri agitato, il tuo sguardo spaesato nella nuova dimora.
Dal veterinario la zampetta non fu amputata ma guarita.
Zoppo e carattere da gattaccio: il tuo nuovo nome, Colonnello Aureliano, ti si addiceva proprio .

Hai conosciuto gente che ti ha voluto bene nonostante gli agguati che facevi . Se ti si prendeva in giro non la passavamo liscia, era il tuo modo di essere felino ma allo stesso tempo coccoloso.
L’altra sera vedevo che volevi stare lontano da me – il motivo era chiaro – ma io invece ho deciso di dormire al tuo fianco.
Tu enorme micio piano piano, mentre dormivo, sei andato lontano da me.
Sono convinto che siamo stati ottimi compagni di avventura.
Adesso sono felice per aver ascoltato la tua brutta storia al canile, ma si sa che le storie vanno ascoltate e capite.
La cosa più importante è che fino alla fine l’abbiamo riscritta nel modo migliore ascoltandoci e osservandoci.

Ciao da tutti noi Colonnello Aureliano.
Non si muore quando si deve , ma quando si può. (cit. Colonnello Aureliano Buendia)

Lettera di Moreno Bertucci

 

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