Le più belle frasi, poesie e filastrocche di Carnevale

Il Carnevale è una festa di allegria di tradizione cristiana che si festeggia dovunque, dove gli amanti dei travestimenti in questo periodo fanno faville con i loro personaggi sempre più nuovi e originali. Il termine Carnevale ha un’antica derivazione latina, “carnem levare”, con traduzione letterale “togliere la carne”, perchè in un lontano passato si organizzavano dei succulenti banchetti il martedì grasso, l’ultimo giorno di carnevale, al quale seguiva un periodo di astinenza con un digiuno della quaresima.

Tra i Carnevali più famosi e belli vi ricordo il Carnevale di Viareggio, con carri allegorici, dove le maschere che sfilano per la città sono a tema ironico e ricco di satira. Il Carnevale di Venezia, stupendo e raffinato, per le sue maschere e costumi straordinari, famoso in tutto il mondo. Il Carnevale di Ivrea molto caratteristico per la battaglia delle arance che si tiene alla fine.

Carnevale è una festa dove l’ilarità e l’allegria non possono mancare. I bambini si divertono in tanti modi, con i coriandoli, con le trombette e con tanti giochi-scherzetto, tipo ragni finti e manganellate, che fa rincorrere gli uni con gli altri.

Non avete più l’età per giocare e travestirvi, allora ascoltate…mettetevi comodi a rievocare e magari a leggere con i vostri figli o nipotini, le nostre filastrocche più belle che abbiamo raccolto per voi. Poesie, cantilene e frasi che ricordano la festa più spiritosa e allegra dell’anno.

Vi presentiamo una piacevole e divertente raccolta di aforismi, filastrocche, poesie e frasi di Carnevale, dopo attenta ricerca, tra le più conosciute e gettonate.  Buon divertimento 😉

Carnevale vecchio e pazzo

Carnevale vecchio e pazzo
s’è venduto il materasso
per comprare pane, vino,
tarallucci e cotechino.
E mangiando a crepapelle
la montagna di frittelle
gli è cresciuto un gran pancione
che somiglia ad un pallone.
Beve, beve all’improvviso
gli diventa rosso il viso
poi gli scoppia anche la pancia
mentre ancora mangia, mangia.
Così muore il Carnevale
e gli fanno il funerale:
dalla polvere era nato
e di polvere è tornato.
 Gabriele D’Annunzio

Ricordo quella volta che mio padre mi comprò i coriandoli. Fu un carnevale bellissimo, mi divertii un casino. Fu l’unica volta, perché l’anno dopo mio padre non mi volle più comprare i coriandoli. Mi rimproverò che l’anno prima li avevo buttati tutti.
          Mauroemme

Carnevale, giorno sempre triste per me che amo la quiete ed il silenzio
Edmondo De Amicis

Finalmente è carnevale

Ogni scherzo adesso vale,
sono giorni d’allegria
tutto è gioia e simpatia.
C’è letizia dentro i cuori
tutti i bimbi vanno fuori,
delle maschere è la festa
Arlecchino sempre in testa.
Più degli altri poverello
ma il vestito suo è il più bello,
di colori e luce pieno
sembra sia l’arcobaleno.
E’ da sempre squattrinato
ma in amore  fortunato,
ama quella mascherina
che si chiama Colombina.
E felice lui saltella
abbracciato alla sua stella,
è l’amico dei bambini
al suo cuor sempre vicini.

Datemi, o Signore, il senso del ridicolo. Concedetemi la grazia di comprendere uno scherzo, affinché conosca nella vita un po’ di gioia e possa farne parte anche ad altri.
Tommaso Moro

Una maschera ci dice di più di una faccia.
Oscar Wilde

L’uso, comune a tutte le lingue europee, della parola persona per indicare l’individuo umano è, senza saperlo, pertinente: persona significa, infatti, la maschera di un attore, e in verità nessuno si fa vedere com’è; ognuno, invece, porta una maschera e recita una parte.
Arthur Schopenhauer

Il mondo è un vasto teatro in cui ognuno interpreta la sua parte con la maschera sul naso. Anonimo

Il Carnevale, in opposizione alla festa ufficiale, era il trionfo di una sorta di liberazionetemporanea della verità dominante e dal regime esistente, l’abolizione provvisoria di tutti irapporti gerarchici, dei privilegi, delle regole e dei tabù. Era l’autentica festa del tempo, deldivenire, degli avvicendamenti e del rinnovamento. Si opponeva ad ogni perpetuazione, ad ognicarattere definitivo e ad ogni fine.
Michael Bachtin

Pirati

Il Capitano Nero ha un gran cannone
che spara un gigantesco maccherone.
La Capitana Rossa ha una mitraglia
che spara i coriandoli e la paglia.
Il Capitano Blu ha una rivoltella
che spara solo semi di cannella.
La Capitana Mary ha una pistola
che spara caramelle di nocciola.
Il Capitano Smith ha un archibugio
che spara noccioline di ciliegio.
La Capitana Jane ha una cannuccia
che spara pisellini senza buccia.
  R.Piumini

Gli indiani cu-cu

Conosci la tribù
degli indiani Cu-Cu?
C’è l’indiano Cuore
che raccoglie le more.
C’è l’indiano Cuoco
che accende il fuoco.
C’è Cuoio un indianone
che fa lo stregone.
C’è Scuola l’indiana
che fila e tesse la lana.
Conosci la tribù
degli indiani Cu-Cu?
Se li scrivi con la Q
ride tutta la tribù.
G.Rodari

Mi metterei volentieri una maschera sul volto e con diletto cambierei il mio nome.
 Stendhal

Che altro è la vita se non una specie di commedia nella quale gli attori che si travestono con vari costumi e maschere entrano in scena e recitano la loro parte finché il regista li fa scendere dal palcoscenico.
Erasmo da Rotterdam

Il vestito dell’amicizia

Arlecchino, poverino
non aveva vestitino.
Ogni bimbo gli ha portato
un pezzetto colorato
e la mamma gli ha cucito
un bellissimo vestito.

E’ di tanti bei colori
come tanti sono i cuori,
che han donato la letizia
con un gesto d’amicizia.
“Le stagioni” ed. Leonardo

Carnevale

Ogni scherzo a Carnevale
tutti dicono che vale,
purché ognuno sia educato
e non troppo esagerato.

Or facciamo un girotondo
per unire tutto il mondo
con la nostra compagnia,
la più bella che ci sia.
F.Cardenti

San Valentino e Carnevale cadono nello stesso mese. Trovo stupido mettere così vicino due feste di maschere.
Francesco D’Antonio

Secondo me vengono indossate più maschere a natale che a carnevale.

Il falso non è chi mente, ma chi dopo averlo fatto riesce ancora a guardarti negli occhi.

Urlo e rido…

Sono allegro, son contento
sia che piove e tiri vento
e per quello che io faccio,
ridon tutti: son pagliaccio.

Porto scarpe molto grosse,
faccio sempre degli inchini,
le mie labbra tutte rosse
fanno ridere i bambini.

Col mio brutto cappellaccio,
mi presento: son pagliaccio,
salto, ballo, canto e suono,
mi dimeno e cado a terra.

Il mio cuore è tanto buono,
vuole pace e non la guerra.
Inseguito da un cagnaccio,
urlo e rido: son pagliaccio.

Vedo il mondo tutto rosa,
con la gente più contenta,
che si abbraccia calorosa,
mentre libera diventa.

Scivolando sopra il ghiaccio,
vi saluto: son pagliaccio.
Filastrocca popolare emiliana

I ‘Grandi’: un tempo miravano al monumento in piazza (all’erezione ‘statuaria’ della propria effigie). Oggi, la loro vis democratica li porta in strada, tra la gente, on the road: ad un contatto onesto goliardico gioviale. – Oggi anelano a una colossale sagoma di cartapesta sui carri di Carnevale.
Carlo Sorrentino

L’umanità si prende troppo sul serio. È il peccato originale del mondo. Se l’uomo delle caverne fosse stato capace di ridere, la storia sarebbe stata diversa.
Oscar Wilde

Carnevale

Su bambini
ci dobbiamo mascherare,
metter su baffi e barbone
ben dipinti col carbone:
nel solaio ricercare
qualche naso di cartone.

Su bambini
ci dobbiamo mascherare
e andare per la via
in allegra compagnia.
R. Rompato

Che allegria!

Guarda, mamma, nella via
quanta gente e che allegria!
Che bizzarre mascherate,
dalla banda rallegrate!

Quante voci, quanti fiori,
quanta gioia inonda i cuori!
Vedo Cecca e Meneghino,
Scaramuccia ed Arlecchino,
e quell’altro? Ah, è Trivella,
che dà il braccio a Pulcinella!

E quel goffo Pantalone
con i baffi… di cartone?
Or s’avanzano bel bello
e Pagliaccio e Stenterello…

Senti, senti, mia mammina,
che gazzarra! Una ventina
di giocondi fanciulletti
mascherati da folletti.
G. Pisani

Verso la fine della vita avviene come verso la fine di un ballo mascherato, quando tutti si tolgono la maschera. Allora si vede chi erano veramente coloro coi quali si è venuti in contatto durante la vita.
Arthur Schopenhauer

Il fine di uno scherzo non è quello di degradare l’essere umano ma di ricordargli che è già degradato.
George Orwell

Filastrocca viva viva il Carnevale

Viva viva il carnevale,
con il pepe e con il sale
la tristezza manda via
e ci porta l’allegria!
Fischi canti suoni e balli
la vecchietta vuol ballare
ed il nonnetto vuol cantare.
Ad un tratto vedo il babbo
travestito da indiano.
Chi si veste da Arlecchino
chi da Zorro o da Pinocchio
chi da gatto o da fatina
da pagliaccio o da soldato!
Com’è bello Carnevale
che schiamazza per le strade
fa scordare ogni male.
Viva viva il Carnevale.

Nel quotidiano le persone si nascondono sotto varie maschere. Nel carnevale le maschere svelano il loro vero volto.
Mieczysław Kozłowski

Durante il Carnevale, l’uomo mette sulla propria maschera una maschera di cartone.
Xavier Forneret

Il vestito di Arlecchino

Per fare un vestito ad Arlecchino
ci mise una toppa Meneghino,
ne mise un’altra Pulcinella,
una Gianduia, una Brighella.

Pantalone, vecchio pidocchio,
ci mise uno strappo sul ginocchio,
e Stenterello, largo di mano
qualche macchia di vino toscano.
Colombina che lo cucì
fece un vestito stretto così.
Arlecchino lo mise lo stesso
ma ci stava un tantino perplesso.
Disse allora Balanzone,
bolognese dottorone:
“Ti assicuro e te lo giuro
che ti andrà bene li mese venturo
se osserverai la mia ricetta:
un giorno digiuno e l’altro bolletta”.
G.Rodari

Basta un cappello
Basta un cappello vecchio
due baffoni
disegnati sul viso coi carboni
e una gran pancia fatta col guanciale
per divertirsi tanto a Carnevale.
“Impronte” ed. Tresei Scuola

Ogni uomo nasce con un suo volto. Questo volto racconta inevitabilmente chi siamo, da dove veniamo. Il nostro volto ci inchioda alla storia. La maschera di carnevale è la fuga dalla propria storia, la libertà della propria identità tramite il travestimento.
Fragmentarius

Carnevale

Che fracasso!

Che sconquasso!
Che schiamazzo,
mondo pazzo!
E’ arrivato Carnevale
buffo e pazzo,
con le belle mascherine,
che con fischi, frizzi e lazzi,
con schiamazzi,
con sollazzi,
con svolazzi di sottane
e di vecchie palandrane,
fanno tutti divertir.
Viva, viva Carnevale,
che fischiando,
saltellando,
tintinnando,
viene innanzi e non fa male;
con i sacchi pieni zeppi
di coriandoli e confetti,
di burlette e di sberleffi,
di dispetti,
di vestiti a fogge strane,
di lucenti durlindane,
di suonate, di ballate,
di graziose cavatine,
di trovate birichine!

A carnevale tutto il mondo è giovane, anche i vecchi. A carnevale tutto il mondo è bello, anche i brutti.
Nicolaï Evreïnov

Viva, Viva

Viva, viva Balanzone,
il dottore sapientone.

Viva, viva l’Arlecchino
che di toppe si vestì.

Viva, viva Pulcinella
che fa rima con Brighella.

Viva, viva Colombina
che non dice mai di sì.

Viva, viva Stenterello
che ricorda Farfarello.

Viva, viva Pantalone
che di rosso si vestì.

Viva, viva Facannappa
che fa rima con la pappa.

Un evviva anche a Pinocchio.
La canzone ha fine qui.
Solas Boncompagni

Le mascherine 

Siam le belle mascherine
tutte allegre e profumate

siamo vispe e birichine,
misteriose come fate.

Noi sappiamo chi siete voi
che ridendo ci guardate.

Dite un po’ chi siamo noi?
Oh, giammai lo indovinate!

Siam le belle mascherine
che vi portano allegria
che non fan nulla di male…

Viva viva il carnevale!
B. Marini

Il vestito dell’amicizia

Arlecchino, poverino
non aveva vestitino.

Ogni bimbo gli ha portato
un pezzetto colorato

e la mamma gli ha cucito
un bellissimo vestito.

E’ di tanti bei colori
come tanti sono i cuori,

che han donato la letizia
con un gesto d’amicizia.
Le stagioni ed. Leonardo

Carnevale di Carlo Goldoni

La stagion del Carnevale

tutto il Mondo fa cambiar.

Chi sta bene e chi sta male

Carnevale fa rallegrar.

Chi ha denari se li spende;

chi non ne ha ne vuol trovar;

e s’impegna, e poi si vende,

per andarsi a sollazzar.

Qua la moglie e là il marito,

ognuno va dove gli par;

ognun corre a qualche invito,

chi a giocare e chi a ballar.

A carnevale ogni scherzo vale, ma che sia uno scherzo che sa di sale
Proverbio

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