Le frasi più belle e commoventi sui capretti

Le frasi più belle e commoventi sui capretti

Ogni Pasqua c’è la mattanza di teneri e innocenti capretti. Capisco che per coloro che hanno mangiato da una vita carne, nel loro DNA c’è come un marchio indelebile, difficilissimo da cancellare. Ma se solo per un attimo si ascolta il verso di un capretto si stravolge questa macabra e crudele abitudine di uccidere tanti capretti a Pasqua. Avete mai sentito piangere un caprettino che deve essere sgozzato? E’ un lamento che vi strazierà l’animo e vi segnerà per sempre. Ho raccolto queste frasi per sensibilizzare questo mal costume, questa mattanza crudele e ingiusta.

“Tutto ciò che l’uomo infligge agli animali ricade di nuovo su di lui. Chi taglia con un coltello la gola di un bue e rimane sordo alle grida di paura, chi è in grado di macellare a sangue freddo un capretto che grida e mangia l’uccello al quale egli stesso ha dato da mangiare – quanto è ancora lontano dal compiere un crimine?” (PITAGORA)

I sogni apparentemente innocenti si rivelano essere l’opposto quando si prende la cura di interpretarli. Si potrebbe dire che sono lupi in veste d’agnelli. (Sigmund Freud)

Non c’è una differenza biologica tra animali. Perché allora ci fa orrore il pensiero di mangiare il nostro cane, ma massacriamo a ogni Pasqua migliaia di agnelli per fare festa? (Umberto Veronesi)

“La più esecrabile tra le stragi che alimentano ogni giorno l’industria della carne è la mattanza di Pasqua, perché costa la vita di moltissimi animali in tenera età: agnelli e capretti. Strappati alle madri, che trascorrono giorni interi cercandoli e disperandosi, sottratti ai loro giochi spensierati per essere ammassati su furgoni che li portano verso la morte, senza più un filo di voce per i belati di terrore, gemiti simili al pianto di un bambino, che emettono fino all’ultimo istante di vita: tutto questo in nome di un consumismo che si nutre di una tradizione insensata. Nulla può giustificare un simile massacro: un cocktail di crudeltà, business, e ignoranza, con cui le prescrizioni religiose non hanno nulla a che vedere. Mangiare carne di capretto o di agnello a Pasqua non è una tradizione né tantomeno un obbligo, ma un oltraggio al mondo animale.“ (Michela Vittoria Brambilla)

Lo scherzo deve mordere come un agnello e non come un cane. (Proverbio)

„Si avvicina la Pasqua, e ora saranno agnelli e capretti a entrare, con la loro gentilezza di bambini, nei macelli. E avranno paura e dolore, e alla loro paura e al loro dolore nessuno farà caso. (Anna Maria Ortese)

„Durante il film Colinot l’alzasottane, sul set c’era una capretta. La proprietaria mi ha detto “si sbrighi a finire la sua scena, perché domenica è la comunione di mio nipote e dobbiamo farla allo spiedo”. Ho comprato la bestiola e l’ho portata con me, attaccata a una corda, nell’hotel a cinque stelle. Me la sono portata in camera, che scandalo. Quel giorno ho preso la decisione di smettere con il cinema e di aiutare gli animali. Era il giugno 1973, avevo 38 anni.“ (Brigitte Bardot)

Noi assomigliamo agli agnelli che giuocano sul prato, mentre il beccaio ne sceglie già l’uno o l’altro con gli occhi: infatti non sappiamo nei nostri giorni buoni quale sventura, proprio allora, il destino ci sta preparando. (Arthur Schopenhauer)

Il lupo in vesti di agnello è meno pericoloso che l’agnello in qualunque altra veste che lo faccia apparire qualcosa di più d’un agnello. (Johann Wolfgang Goethe)

La democrazia è due lupi e un agnello che votano su cosa mangiare a colazione. La libertà un agnello bene armato che contesta il voto. (Benjamin Franklin)

E come potevamo noi cantare
con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull’erba dura di ghiaccio, al lamento
d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento. (Salvatore Quasimodo)

„Tutto ciò che l’uomo infligge agli animali ricade di nuovo su di lui. Chi taglia con un coltello la gola di un bue e rimane sordo alle grida di paura, chi è in grado di macellare a sangue freddo un capretto che grida e mangia l’uccello al quale egli stesso ha dato da mangiare – quanto è ancora lontano dal compiere un crimine?“ (Pitagora)

Piccolo agnello chi ti fece?
Lo sai tu chi ti fece
ti diede vita e ti invitò a nutrirti
accanto al ruscello e sopra il prato;
ti diede abiti deliziosi,
i più morbidi abiti di lana brillante;
ti diede una voce così tenera,
che fa gioire tutte le valli!
Piccolo agnello chi ti fece?
Tu sai chi ti fece?
Piccolo agnello, te lo dirò,
Piccolo agnello, te lo dirò! (William Blake)

Chi non ha mai visto gli agnellini giocare, non avrà mai un’immagine chiara della gioia che può pervadere la vita. (Susanna Tamaro)

Riguardo alla voglia di giocare, sono pochi gli animali che possono competere con gli agnelli quando fanno le capriole in un pascolo o giocano a rincorrersi. I piccoli saltano, piroettano e si inseguono in gruppo. Come i cani con il loro inchino, anche gli agnelli possiedono un gesto specifico per invitare un compagno a giocare: saltano in verticale scalciando in aria con le zampe posteriori. E’ una richiesta inconfondibile: “Vieni a giocare con me”. (Jeffrey Moussaieff Masson)

La vita di un agnello non è meno preziosa di quella di un essere umano. Trovo che più una creatura è indifesa, più ha il diritto ad essere protetta dall’uomo dalla crudeltà degli altri uomini. (Mahatma Gandhi)

Mangiare carne di capretto o di agnello a Pasqua non è una tradizione né tantomeno un obbligo, ma un oltraggio al mondo animale. CIT. Manifesto animalista

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