Il sesto senso dell’elefante

E’ una data che molti di voi ricorderanno. In seguito ad un violento terremoto al largo di Sumatra si scatena un’eccezionale ondata, uno tsunami che travolge le coste di Indonesia, Thailandia, Malesia e Sri Lanka, causando più di 230 mila vittime.

Questa è la storia di Thongdaeng e dei suoi barriti mattutini, quelli che svegliano Banyat, il suo padrone. Thongdaeng è un elefante solitamente tranquillo che, insieme ai suoi sette compagni, scarrozza i turisti durante il giorno. Questa volta, però, gli elefanti sono tutti quanti stranamente eccitati: addirittura quattro di loro sono riusciti a liberarsi e stanno fuggendo in direzione delle colline.

Banyat libera il suo elefante e comprende che qualcosa non va. L’animale sembra terrorizzato. Allora salta sul pullman insieme ai turisti e si allontana dalla costa in tutta fretta. Nell’allontanarsi, dal vetro posteriore dell’automezzo, fa in tempo a vedere l’ondata che avanza, distruggendo tutto. Thongdaeng, con il suo sesto senso, gli ha salvato la vita.

Etologia. L’elefante è, insieme ad altri animali, in grado di percepire ed emettere gli infrasuoni, suoni cioè con una frequenza inferiore ai 20 Hz, la soglia di udibilità umana. L’elefante, come detto, è sia in grado di percepirli, con le sue enormi orecchie, che di emetterli, grazie al medesimo meccanismo usato per emettere i barriti, cioè le fosse nasali e la proboscide.

Recentemente però si è scoperto che può percepire e trasmettere gli infrasuoni anche con i piedi, come i suoni trasmessi per esempio da un branco di elefanti mentre cammina, e questa capacità può essere usata come segnale di pericolo.

Sotto la zampa dell’elefante vi è una specie di ammortizzatore fatto di tessuto grasso e fibroso, in grado di assorbire l’enorme peso del pachiderma, ma che è anche estremamente sensibile agli infrasuoni, tanto da renderlo in grado di distinguere, a chilometri di distanza, il passo del proprio branco da quello di un branco sconosciuto.

La spiegazione dunque della capacità degli elefanti, ma di quasi tutti gli animali, di avvertire la presenza di un terremoto o di un maremoto prima che si manifesti apertamente è legata all’emissione di onde sonore a bassa frequenza, ma probabilmente anche alla fuoriuscita di gas e ad altre modifiche ambientali anomale, avvertite dagli animali molto prima di noi.

La presenza di un suono quale quello generato dal terremoto, così diverso dal solito, è in grado di attivare una risposta istintiva di fuga, che in molti casi può salvarci la vita.

Curiosità: gli animali come sentinelle. Le grandi capacità percettive degli animali sono spesso utilizzate dagli uomini per le più diverse esigenze. Inutile parlare del cane, e del suo insostituibile aiuto in tantissime occasioni, compresa la pet therapy, però degli altri animali usati per le loro capacità sensoriali che si può dire?

Per esempio, grazie alla sua sensibilità nel rilevare sostanze chimiche tossiche, il pesce persico viene utilizzato in alcune città americane negli acquedotti, come campanello d’allarme per tentativi di avvelenamento delle acque potabili.

Oppure in Cina, dove i ricercatori usano i serpenti per percepire precocemente i terremoti, grazie alla loro abilità nell’avvertirlo anche a 120 chilometri di distanza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Loading Facebook Comments ...